Stai colmo! Questo mi sono detto nel fare voto di vastità, scavando il fosse, usando il confine tra sogno e bisogno (l'incubo è confonderli!). Così tra tellurico ed onirico, in uno spazio agli antipodi, in un limbo dell'imparadiso ho avuto un sentore: URGE. - Alessandro Bergonzoni 2011 -
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martedì 27 ottobre 2009
Finally disappeared!
Oggi mi sento bene. L'aria è un po' più leggera. I canali Rai non sono più sul mio televisore, quelli mediaset sono sulla piattaforma sky ma di fatto ignorati dalla notte dei tempi. Anche cliccassi per sbaglio il numero 101 sul mio telecomando (e ce ne vuole) non vedrei una mazza. Dove sta il disagio?
Ah sì, il canone tocca ancora pagarlo. Azz!
venerdì 4 settembre 2009
Videocracy
Sta per uscire al festival del cinema di Venezia: Videocracy, film/documentario prodotto da Lars Von Trier e girato dal regista italo/svedese Erik Gandini. Il tema è quello attualissimo dell'influenza che la tv ha sul popolo italiano e come questo sia stato strumentale alla creazione del berlusconismo e soprattutto alla creazione di un sistema valoriale estremamente distorto.
Rai e mediaset hanno già oscurato il trailer. D'altra parte è l'atteggiamento di chi non ha niente da nascondere.
lunedì 29 giugno 2009
Niente di più feroce
Lettura di una lucida analisi di Pasolini sulla tv.
Fate caso in particolare al pensiero di cui al minuto tre. E' esattamente quello che accade oggi. O la frase "chiudiamo la bocca ai catastrofisti" non vi dice niente?
mercoledì 15 aprile 2009
Sull'indecenza
Riprendo l'argomento del post di ieri riguardo all'attacco di Fini e Berlusconi (non solo loro ovviamente) al programma di Santoro perchè qui si sta attaccando non solo un programma, una rete o eventualmente un presentatore, ma un intero sistema di informazione democratica, di contro-informazione a ben vedere per una volta. Di più: di contro-informazione definibile tale solo perchè va contro un'informazione ormai definibile di regime. Santoro ha dato vita ad un dibattito, non ad un attacco. Ha permesso al pubblico di ascoltare pareri diversi da quelli fino a quel momento messi in luce. Ha in questo senso offerto un servizio pubblico, quale quello della RAI e quello di qualsiasi televisione, a maggior ragione se pubblica, dovrebbe offrire.
C'era il confronto, c'era il contraddittorio, c'erano dei politici, c'erano degli scienziati. Se mettere tutti a confronto sollevando delle critiche su un argomento sul quale fino ad ora si sono volutamente concentrati solo elogi (aiuti, allarmi, pre-allarmi, protezione civile, sfilata di politici, prontezza del governo ecc) è indecente e va censurato, beh allora non siamo tanto distanti dalla censura mediatica imposta da regimi autoritari come quelli cinesi e cubani, per citare quelli che in questi giorni stanno facendo parlare di se per motivi analoghi.
Mi sembra indecente francamente che la politica debba entrare in queste questioni perchè punta sul vivo, sulla tv che è ormai una sua emanazione. Sia che si parli di RAI, sia che si parli di Mediaset (chiaramente).
Ciò che Santoro ha fatto è del tutto lecito, anzì, necessario! E' lecito in una democrazia, in una rete pubblica, in un paese che non dovrebbe essere governato da un conflitto di interessi abnorme qualunque sia l'argomento di cui si parli. L'indecenza non sta nel contro-informare, sta nel non informare che è ormai l'atto principe della nostra informazione di massa.
martedì 14 aprile 2009
La verità è indecente!
Indecente, così è stata definita la puntata di anno zero di giovedì scorso da Berlusconi. "La tv pubblica non può comportarsi così" ha detto il grande fratello in persona. Qui di seguito il video di una parte della puntata. Se dire la verità e portare a galla certi fatti è indecente, chissà cosa sarebbe commetterli? Tra Travaglio e Saviano ne ha di gatte da pelare il Governo eh? Sono loro il problema, non i problemi di cui parlano... .
Di seguito trovate inoltre un importante link ad un articolo che vi farà comprendere meglio l'impresa Impreglio e le sue malefatte. Cliccate qui
giovedì 9 aprile 2009
venerdì 3 aprile 2009
Se non l'avete visto guardatelo ora...
Beppe Grillo torna in TV (virtualmente) e fa informazione.
E Ilaria D'amico ovviamente si dissocia per salvare il posto.Imbarazzo in sala e vergogna marcia di alcuni presenti.
Notare che il giorno dopo nessun giornale ha riportato nemmeno una parola di Beppe Grillo. Tutti ad attaccarlo e sprecare fiato sul perchè gli sia stato permesso di andare in tv e di dire quello che ha voluto. E' scandaloso che ci si accanisca su chi dice la verità e non venga nemmeno riportato cos'ha detto. Se si leggeva la Repubblica o il Corriere ieri non c'era un minimo accenno, solo un trafiletto diffamatorio.
sabato 28 marzo 2009
Una TV diversa
Giovedì scorso a "Che tempo fa" su rai 3, brillante trasmissione di Fabio Fazio, è andato in un onda un altissimo picco di televisione. 2 ore in compagnia di Roberto Saviano, delle sue (nostre) storie, di un'analisi giornalistica puntuale, dell'informazione vera. Fazio quasi raggelato, imbarazzato nel dover interrompere con la pubblicità il monologo di Roberto. Pubblico in sala ammutolito e a tratti commosso.
Ciliegina sulla torta il confronto finale di saviano con Paul Astner e David Grossman, due dei più grandi scrittori del nostro tempo. Sentirli parlare tra loro a proposito del potere della parola, dell'immaginazione e della potenza della creatività applicata ai fatti nel nuovo genere no-fiction che tutti e 3 stanno portando avanti e sviluppando in direzioni nuove, è stato veramente magnifico. estatico.
Al che sembrava quasi strano che ciò potesse avvenire su una tv generalista ed in prima serata. E mi è sembrato ancora più strano leggere all'indomani i dati share: 19% per Che tempo fa.
4.000.000 di spettatori incollati alla tv per Saviano. Per capire meglio il tempo in cui viviamo.
Numeri da reality, ma stavolta si trattava di realtà per davvero.
E allora penso: la gente in fondo, quella che si cataloga velocemente come massa, non è proprio ancora del tutto assopita se dedica del tempo ad informarsi in quella maniera con Saviano.
Forse vogliono solo farci credere che la gente chieda isole e grandi fratelli, vallette siliconate e comici faciloni. Forse una tv diversa in realtà sarebbe possibile se l'intento di politica e media non fosse quello di tenerci silenti ed imbambolati (perchè di questo si tratta).
Forse ci sarebbe anche speranza se di serate così ce ne fossero di più in televisione, e questa venisse utilizzata come mezzo per formare una identità collettiva, una consapevolezza diffusa.
Peccato che non sarà così. Peccato che per una diretta con Saviano ci saranno altre 10 edizioni del grande fratello. Peccato che chi è al potere sia di fatto il GRANDE FRATELLO.
Orwell, ci sei?
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