Stai colmo! Questo mi sono detto nel fare voto di vastità, scavando il fosse, usando il confine tra sogno e bisogno (l'incubo è confonderli!). Così tra tellurico ed onirico, in uno spazio agli antipodi, in un limbo dell'imparadiso ho avuto un sentore: URGE. - Alessandro Bergonzoni 2011 -
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domenica 13 marzo 2011
La disturbante bellezza del “cigno nero”
sabato 12 giugno 2010
venerdì 25 settembre 2009
sabato 19 settembre 2009
Videocracy, un commento di Teo Lorini
L'Italia della Videocrazia è una Cuccagna ininterrotta che nutre il Mondo rovesciato e ne nega il carattere paradossale e dis-topico, quello cioè di una utopia all'incontrario, fondata sul sovvertimento dei valori condivisi.
È il mondo dove l'appellativo di eroe non va ai servitori dello stato ma agli emissari della mafia; dove la scelta dei candidati alla cosa pubblica si basa sui criteri estetici e sulla disponibilità sessuale, non sulle competenze; dove ci si difende dai processi e non nei processi; dove il magistrato è un criminale, un pazzo che non deve permettersi di prendere la parola o di partecipare alla vita civile del Paese e sul giornale (sul Giornale?) scrivono invece i condannati per i reati più vari; dove la guerra è una missione di pace; dove l'oppresso che fugge dalla morte e dalla persecuzione è un clandestino, un ladro, uno stupratore; dove l'abbandono di miserabili, donne incinta, bambini, lasciati morire di fame o di febbre in mare diventa una "procedura di respingimento"; dove il naturale senso di fratellanza umana è disprezzato e schernito come "buonismo" e la cattiveria è invece celebrata come un valore finalmente riconquistato; dove si tagliano i fondi alla polizia per elargirli invece invece alla giustizia privata delle ronde; dove il giornalista non deve fare domande basandosi sui documenti ma invece può mandare avvertimenti, compiere intimidazioni e character assassinations sull'unica base di dossier dalla provenienza oscura, senza nulla provare ma solo in virtù di una "potenza di fuoco" senza pari; dove viene bandito dalla televisione questo film che dovrebbe invece essere mostrato in tutte le scuole (esattamente come Il corpo delle donne), per offrire una sia pur minima risorsa argomentativa alle generazioni di adolescenti cui ogni pomeriggio la televisione propone come modello unico l'esposizione di corpi mercificati, svuotati, sfruttati che affollano "Uomini e donne", "Grande fratello" e tutti gli infiniti cloni di questa televisione.
E invece, nel Mondo alla rovescia in cui si è trasformata l'Italia, ad avere bisogno di contraddittorio non è quello spaventoso tritacarne in cui si riducono in brandelli l'intelligenza, la dignità, il rispetto di sé e dell'altro, bensì un piccolo film indipendente che si permette di proporre un altro punto di vista, di operare una connessione fra le cose che sono sotto gli occhi di tutti e che pure devono ad ogni costo essere considerate distanti, separate, irrilevanti.
lunedì 14 settembre 2009
Capitalism, una storia d'amore
Scritto, diretto, prodotto e sceneggiato da Michael Moore.
In concorso a Venezia e presto al cinema!
domenica 12 luglio 2009
Shock Economy
Parla Alex Zanotelli, attivista impegnato da tutta la vita nel sud del mondo nella lotta contro le diseguaglianze economico/sociali. Il pensiero è estremamente condiviso e condivisibile a meno di non avere il prosciutto sugli occhi.
venerdì 26 giugno 2009
Citizen Berlusconi
Ci sono voluti 5 anni affinchè una tv italiana trasmettesse il documentario Citizen Berlusconi realizzato da PBS, tv americana che lo ha girato nel 2004. Oggi è andato in onda su "current" canale tv della piattaforma sky sconosciuto ai più (altrimenti mica avrebbe potuto trasmetterlo).Vi consiglio di procurarvelo, guardarlo e farlo girare. Contiene un ottimo riassunto e "qualcosa di più" sulle malefatte di Berlusconi ma soprattutto del mediaset pensiero e della dittatura mediatica attuale italiana dove non può esistere contraddittorio, dove non esistono i fatti e l'informazione, dove la costituzione rimane un fastidio, un sasso nella scarpa di Citizen "Kane" Berlusconi. Si parte dalla fondazione di Fininvest, dalla politica resa spettacolo, dalla presidenza del Milan sfruttata per farsi largo nei cuori delle famiglie italiane, dalla vita privata resa volontariamente pubblica, per arrivare al controllo di parlamento, rai, aziende influenti e ai licenziamenti dei grandi Santoro e Biagi. Tutte cose che ci sono passate davanti in questi anni e fa specie rivedere tutte insieme e pensare amaramente che non è cambiato nulla, anzi.
Guardatelo ed incazzatevi ancora. E poi ri-incazzatevi perchè non siamo riusciti a fare nulla...primi quelli che potevano farlo perchè all'opposizione.
domenica 17 maggio 2009
Tempo di propaganda
Lo spot che state per vedere è attualmente in onda su Italia 1...
Mi sembra abbastanza incommentabile...spot politico e spot aziendale si incrociano...
lunedì 11 maggio 2009
Sull'impegno dello scrittore: Antonio Moresco
lunedì 6 aprile 2009
Lost ed il relativismo
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