Stai colmo! Questo mi sono detto nel fare voto di vastità, scavando il fosse, usando il confine tra sogno e bisogno (l'incubo è confonderli!). Così tra tellurico ed onirico, in uno spazio agli antipodi, in un limbo dell'imparadiso ho avuto un sentore: URGE. - Alessandro Bergonzoni 2011 -
martedì 8 dicembre 2009
Processo breve anche per reati di stampo mafioso
Ebbene si, allo studio (?) da parte del pdl, anche la proposta di processi abbreviati per reati di stampo mafioso. Come dire: ringraziate questo governo per gli sforzi profusi negli anni nella lotta ai cartelli mafiosi (vedi arresti di 2 capi clan di ieri, in realtà parte di un processo di riorganizzazione interna, nè più nè meno...), se da domani non ce la faremo più a stanarne altri sarà colpa della magistratura, del groviglio di procedimenti, appelli e pre-appelli che abbiamo tentato di velocizzare. Peccato che non ci sia nulla di più lontano dalla realtà. La durata dei processi non è un problema in se, ma è conseguenza di come la magistratura ed i tribunali sono organizzati. Abbreviando il periodo disponibile per le indagini, processi e condanne nella lotta a crimini come quelli mafiosi di cui paradossalmente Berlusconi si vanta, saranno sempre più rari e difficoltosi. Tira la pietra e nascondi la mano, indiano.
venerdì 4 dicembre 2009
Un uomo, una città, un mondo.
Welcome back allen! Uno dei pochi uomini veri rimasti nello sport. Un uomo, una città.
giovedì 3 dicembre 2009
La guerra dell'acqua
Riporto un comunicato importante per sensibilizzare su una questione su cui si sta ponendo poca l'attenzione. Lo stesso modo (sornione) in cui è inserita la riforma di privatizzazione dell'acqua nella prossima finanziaria dovrebbe far riflettere. Di seguito: spunti di riflessione e incontri per approfondire il tema. Occhio che tra le date compare anche Trento.
"Dall’America latina all’Europa, i protagonisti delle battaglie internazionali in difesa dell’ acqua per una serie di incontri e conferenze:
Dalla Bolivia Oscar Olivera, dal Messico Raquel Gutierrez, dall’Irlanda John Holloway, dall’Italia padre Alex Zanotelli.
Testimonianze e confronti sul valore rivoluzionario del bene comune acqua, che attorno a sé riassume le contraddizioni della nostra epoca, ispirando la creazione di nuovi orizzonti possibili. Un evento tanto più significativo, nell’Italia che privatizza l’acqua.
Verrà presentato il libro “La Rivoluzione dell’Acqua – La Bolivia che ha cambiato il mondo” [ed. Carta – a cura di Yaku], sulla Guerra dell’Acqua di Cochabamba di cui cadono i dieci anni. Insieme agli autori, Oscar Olivera e Raquel Gutierrez e la partecipazione di John Holloway.
Il libro “La Rivoluzione dell’Acqua” sarà distribuito in Trentino con il settimanale carta venerdì 27 novembre, e a tutti gli abbonati in Italia.
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Aprile del 2000: in Bolivia un popolo viene ridotto alla sete in nome del profitto. La multinazionale statunitense Bechtel privatizza la rete idrica della città di Cochabamba. Il costo dell’acqua diventa insostenibile. La già poverissima popolazione boliviana si ribella e si organizza. Nasce la Coordinadora en defensa del agua y la vida, un coordinamento che raccoglie contadini, indigeni, donne, vecchi, professionisti, giornalisti, minatori: insieme per dire basta all’ennesimo sfruttamento indiscriminato. Dopo mesi di duro confronto per le strade, la Bechtel è costretta a recedere e la popolazione cochabambina si riappropria dell’acqua, sacra per la gente delle Ande. E’ la Guerra dell’Acqua di Cochabamba, il primo conflitto in nome dell’oro blu: un evento spartiacque che ha aperto gli occhi al mondo sui limiti di un sistema economico globale che arriva a togliere l’acqua agli esseri umani in nome dello sfruttamento e dei profitti.
Novembre 2009: in Italia il governo privatizza l’acqua attraverso l’articolo 15 del decreto legge 135. E’ la messa sul mercato di un bene essenziale per la vita e di un diritto inalienabile.
A quasi dieci anni di distanza, la lotta contro la mercificazione dei beni comuni segna la storia di due Paesi molto diversi fra loro. In Bolivia l’acqua è stata inserita nella Costituzione come diritto umano inalienabile. In Italia che succederà?
Se ne discuterà assieme ai grandi protagonisti delle lotte sociali di questo decennio, per un confronto con i comitati locali ed i territori : con Oscar Olivera, della Coordinadora del Agua y la Vida di Cochabamba, Bolivia, che fu uno dei protagonisti della Guerra dell’Acqua. Con Raquel Gutierrez, attivista e sociologa messicana, durante la Guerra dell’Acqua si occupava della comunicazione. E la partecipazione di John Holloway,politologo e scrittore, autore del libro – cult "Cambiare il mondo senza prendere il potere".
Un viaggio fra le città italiane – Trento, Lucca, Roma, Bari, Padova, Belluno – per uno spaccato della situazione del nostro Paese, con incontri con la società civile, le Università, i movimenti sociali.
Inoltre: collegamenti in diretta con il Forum sull’Ambiente di Copenhagen (dal 7 al 17 dicembre), e uno sguardo sul cammino democratico della Bolivia, che il 7 dicembre avrà affrontato l’importante appuntamento con le elezioni presidenziali.
Ad ogni incontro, sarà presentato il libro “La Rivoluzione dell’Acqua: la Bolivia che ha cambiato il mondo” ed. Carta, a cura dell’associazione Yaku.
CALENDARIO DEGLI INCONTRI:
A TRENTO IL 10 E 11 DICEMBRE
(scarica la locandina dell’evento)
10 DICEMBRE ORE 20,30 AL TEATRO SAN MARCO – Via San Bernardino, 8 .
L’acqua pubblica, i territori e l’autogoverno. L’esperienza della Guerra dell’Acqua di Cochabamba assieme ai suoi protagonisti.
Oscar Olivera, Raquel Gutierrez, John Holloway insieme a Padre Alex Zanotelli, per un incontro pubblico, al quale parteciperà anche Michele Nardelli, del Forum Trentino per la Pace.
11 DICEMBRE ORE 9 PRESSO LA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Incontro con l’assessore alla Solidarietà e Convivenza, Lia Giovannazzi Feltramie Oscar Olivera sul progetto di cooperazione internazionale Scuola Andina dell’Acqua, sostenuto dalla P.A.T. e gestito da Yaku assieme alla Fundacion Abril e alla Coordinadora del Agua y la Vida di Cochabamba
11 DICEMBRE ORE 11 – 13, UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TRENTO, FACOLTA’ DI SOCIOLOGIA via Verdi, 26 – aula 12 – primo piano
Seminario: “La guerra dell’acqua a Cochabamba come laboratorio di un’altra politica: esperienza di emancipazione e partecipazione sociale
Presentazione del libro curato dalla Associazione Yaku: “La rivoluzione dell’acqua: la Bolivia che ha cambiato il mondo
con: Oscar Olivera, Raquel Gutierrez, John Holloway
e i Docenti Giovanna Gadotti, Lauro Struffi
Dal 5 al 15 dicembre presso il Centro di Formazione alla Solidarietà di Trento, via San Marco, mostra fotografica di Lorenzo Scaldaferro: 20 bianco/neri sui progetti di yaku in Bolivia
A CAPANNORI (Lucca) IL 12 DICEMBRE
Conferenza e presentazione libro, con l’Osservatorio per la pace di Capannori, il “comune virtuoso d’Italia”
con: Oscar Olivera, Raquel Gutierrez, John Holloway
A ROMA IL 14 E 15 DICEMBRE
14 dicembre presso la sede di Carta, incontro conviviale
15 dicembre alle 15 presso l’Università La Sapienza, facoltà di Fisicica, incontro con gli studenti dell’Onda e i comitati del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
con: Oscar Olivera, Raquel Gutierrez, John Holloway
A BARI IL 17 DICEMBRE
Con Nichi Vendola, governatore della Puglia, e il Comitato pugliese Acqua bene Comune, incontro pubblico presso l’Acquedotto Pugliese
con: Oscar Olivera
A PADOVA IL 18 DICEMBRE
Con Radio Sherwood e Ya Basta, Oscar Olivera racconta del cammino democratico della Bolivia post elezioni
con: Oscar Olivera
A BELLUNO IL 20 DICEMBRE
Con Ya Basta ed i comitati del nordest in difesa dell’acqua pubblica, del Comitato Bellunese Acqua Bene Comune
con: Oscar Olivera
giovedì 26 novembre 2009
Thanks for the memories
Allen Iverson si ritira. Oggi è un brutto giorno per il basket, per lo sport in generale che perde uno dei suoi massimi esponenti di tutti i tempi. 1.80 cm di pura passione. Grazie Allen, ciò che sei stato va ben oltre quello che riuscirò mai ad esprimere a parole. Ogni mio palleggio incrociato porta il tuo nome. Punto.
lunedì 23 novembre 2009
Corruzione? Reato minore...
Uno degli "effetti collaterali" di cui non ci è stato consigliato di leggere nelle istruzioni per l'uso del ddl sui processi abbreviati, è quello del declassamento del reato di corruzione a reato minore, per i quali appunto, sarà validato il ddl. Un'ottima idea nell'Italia dilaniata da mafia, camorra, andrangheta e berlusconismo. Il decreto se approvato, rischia di minare definitivamente lo Stato di diritto, e questa dovrebbe essere la prima preoccupazione di ogni cittadino. Siamo ad un punto di svolta, senza essere minimamente drammatici.
La corruzione mina le basi del nostro paese, rende la concorrenza ancor più imperfetta, i mercati meno efficienti ed efficaci, le politiche sociali, economiche, istituzionali precarie, il sistema giudiziario debole, il valore aggiunto corroso, il capitale intellettuale arretrato. Realisticamente, a livello legislativo, può accadere ben poco di peggio. Butta male per l'Italia, e sì, anche per quella parte che non se ne sta rendendo conto e pensa ancora alle logiche di partito. Ci finiremo in mezzo tutti, nessuno escluso.
martedì 17 novembre 2009
Firmate la petizione contro il ddl sui processi abbreviati
Si mobilita anche Saviano contro il DDL promosso da Berlusconi per vedere i suoi processi estinti.
Ce la vogliono far passare come una legge indispensabile per snellire i processi, ma i processi non si snelliscono anticipando le date di prescrizione bensì riformando il sistema procedurale del diritto penale, riforma che non è minimamente prevista dal DDL perchè non è questo lo scopo perseguito da Berlusconi. Più chiaro di così...Si è mobilitato in proposito anche Saviano con una petizione per la quale da domenica 15 ad oggi ha già raccolto 150.000 firme. Ecco l'appello dello scrittore che sottoscrivo in pieno:
"PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO
SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.
Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia."
ROBERTO SAVIANO
Per firmare la petizione clicca qui
venerdì 13 novembre 2009
Groovenauti Beauty Industries, un'altro pianeta...
sabato 7 novembre 2009
Extraordinary renditions: il capitolo Abu Omar si chiude, o quasi.
Nel febbraio del 2003 a Milano veniva rapito da agenti della CIA in collaborazione con i servizi segreti italiani (Sismi) l'imam Abu Omar indagato per terrorismo internazionale. Il rapimento, come documentato nel libro/inchiesta del 2007 di Claudio Fava "Quei bravi ragazzi", si inseriva nella procedura ormai standard messa in atto dalla CIA nella lotta al terrorismo: rapire il sospettato, trasportarlo con la forza in Egitto, Polonia o Marocco ed estorcere informazioni con l'utilizzo della tortura (forse vi dirà qualcosa il termine waterboarding). In breve Abu Omar come molti altri sospettati post 11 settembre 2001, ha fatto parte di quelle operazioni definite "consegne straordinarie", o meglio "Extraordinary Rendition", grazie al quale la CIA su esplicito ordine di Rumsfeld e Bush, si ergeva di fatto a giudice e boia di detenuti sospettati di possibili (spesso labili) associazioni con Al Queda. In barba alla convenzione di Ginevra, al rispetto dei diritti umani, creando una falla nel sistema giudiziario statunitense ed internazionale noto con il nome di "black hole" e facendo uso dei "black sites", ovvero prigioni appositamente dedicate alla reclusione dei sospettati terroristi di cui Abu Graib e Guantanamo sono solo le più note.
Abu Omar è stato rapito nel 2003 e a 6 anni dall'evento e dopo 5 di indagini per capire chi acconsentì in Italia a permettere la caccia all'uomo (al capro espiatorio per meglio dire) degli USA e quale rete di interconnessioni tra governo italiano, americano, servizi segreti italiani ed americani vi fosse dietro a tutta l'operazione, si è arrivati finalmente ad una sentenza finale. 5 anni di reclusione a 23 uomini della CIA per sequestro e tortura, nessuno invece per Nicolò Pollari e Marco Mancini, rispettivamente direttore e vice del Sismi perchè ciò che commisero quel pomeriggio a Milano, è coperto da segreto di Stato.
Nell'Italia delle stragi di Stato impunite ciò non stupisce chiaramente, ma vale comunque la pena di sottolinearlo dato che se i 23 agenti della CIA sono stati ritenuti colpevoli, altrettanto doveva essere per chi volente (!) o nolente, era quantomeno connivente in merito alla questione. Governo Prodi prima e Berlusconi poi, hanno però fatto in modo che questo non accadesse mantenendo assoluto riserbo su una faccenda che conoscevano bene e per cui il segreto di Stato ed il silenzio procedurale era fondamentale.
Una sentenza che dovrebbe fare discutere parecchio ma di cui, statene certi, si sentirà parlare veramente poco e sicuramente non in modo approfondito.
E sì che l'argomento è fondamentale nel clima legislativo, penale, sociale creatosi dopo l'11 settembre, quando la parola terrorista ha di fatto creato un nuovo status della condizione umana per la quale ancora non esistono leggi specifiche ma, appunto, solo buchi legislativi di cui si sono approfittati i tanto acclamati paladini della giustizia occidentale.
Se volete saperne di più sull'argomento vi consiglio di leggere: Claudio Fava - "quei bravi ragazzi" e Andrea Purgatori - "Il caso di Abu Omar". Esiste anche un film del 2008 basato sull'inchiesta della commissione europea sulle Rendition che si intitola proprio "Rendition", è molto edulcorato ma puòservire per una infarinatura.
mercoledì 4 novembre 2009
le alternative non esistono
che l umanita` x salvarsi debba prendere coscienza di se stessa e del suo ruolo nel cosmo e nella sua stessa natura di aggregato umano, pare evidente. Forte di questa convinzione di origine democratica, mi sono immerso nella lettura di vita liquida di zygmunt bauman il quale in un passaggio molto significativo, sottolinea l`importanza dell`atteggiamento critico e dell`educazione, nel raggiungimento di questo obiettivo. Riporto il passaggio perché é molto significativo: una societa` democratica non conosce alternative allìmpiego dell`educazione e dell` autoeducazione come mezzi per influenzare il corso degli eventi che possono essere riconciliati con la sua natura, la quale dal canto suo non si puo` conservare a lungo senza pedagogia critica, senza un educazione cioé, che affili le armi della critica, faccia sentire in colpa la nostra societa` e smuova le acque agitando le coscienze umane. Mi sembra racchiuda davvero molto di cio` che nel nostro quotidiano dovremmo e dobbiamo essere in grado di fare. X rendere il mondo umano piu` ospitale all`umanita`.
domenica 1 novembre 2009
Groovenauti - Beauty Industries FUORI ORA!
Dalle pagine della graphic novel Beauty Industries, realizzata dal fumettista Ausonia ed edita da Leopoldo Bloom, nasce la colonna sonora ufficiale by Groovenauti presentata in questi giorni a Lucca Comics 2009 e distribuita nelle migliori fumetterie d'Italia da Pan distribuzione.
8 pezzi in grado di ridare vita in forma musicale allo scenario industriale e distopico immaginato dall’artista, dando voce ai personaggi grazie all’utilizzo del linguaggio rap su basi elettroniche dalla forte influenza rock. Suoni sperimentali ed immaginario fumettistico si fondono per un’esperienza di ascolto/lettura unica nel suo genere e senza precedenti. Ad impreziosire cover e booklet del disco, le tavole originali di Ausonia.
In un mondo totalmente governato dalle industrie e dalle logiche economiche, si muovono personaggi costretti a vivere in scafandri per proteggersi da un'aria urticante ed irrespirabile. Tutto è sacrificato in nome del rispetto del ciclo economico e e ciò che appare vero e reale non è che un costrutto della macchina produttiva delle "belle industrie". Un occasione per riflettere sul nostro tempo e su quello che ci stiamo perdendo.
Basso e batteria, synth e china, voci e campioni: Beauty Industries by Groovenauti.
Per ordinarne una copia direttamente agli autori: info@improntakru.com
Per pre-ascolti e info: www.myspace.com/groovenauti
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